La riva occidentale del Nilo, a Luxor, conserva alcuni dei monumenti più importanti dell’antico Egitto. È qui che si trovano la Valle dei Re, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari e i celebri Colossi di Memnone, testimonianze di epoche diverse ma strettamente legate alla storia della necropoli tebana.
Un itinerario essenziale sulla riva occidentale di Luxor
Valle dei Re, Deir el-Bahari e Colossi di Memnone possono essere considerati tre tappe fondamentali per comprendere la necropoli tebana. La Valle dei Re permette di entrare nel mondo delle sepolture reali e della religione funeraria; il tempio di Hatshepsut mostra invece la monumentalità dell’architettura sacra e la complessa ideologia del potere faraonico; i Colossi di Memnone ricordano infine la grandezza del tempio funerario di Amenhotep III, oggi conservato solo in parte.
La visita acquista ancora più significato se si osservano questi monumenti non come attrazioni isolate, ma come parti di un unico paesaggio sacro. La scelta della riva occidentale del Nilo, il rapporto con le montagne tebane e la vicinanza tra tombe, templi funerari e luoghi di culto riflettono infatti la concezione egizia della morte come passaggio verso una nuova forma di esistenza. La stessa organizzazione della necropoli è una delle ragioni per cui l’antica Tebe e la sua necropoli rappresentano oggi uno dei complessi archeologici più importanti dell’Egitto.
L’area faceva parte dell’antica Tebe e la sua importanza è tale da essere stata inserita nel 1979 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme alla necropoli tebana. La maggior parte dei monumenti che oggi si visitano risale al Nuovo Regno, periodo compreso indicativamente tra il 1550 e il 1069 a.C.
La Valle dei Re: la Necropoli dei Faraoni
La Valle dei Re è uno dei luoghi più suggestivi dell’antico Egitto. Situata sulla riva occidentale del Nilo, venne scelta come necropoli reale durante il Nuovo Regno. Qui furono sepolti i sovrani delle XVIII, XIX e XX dinastie, anche se il nome “Valle dei Re” non è del tutto preciso: nella necropoli furono infatti sepolti anche alcuni membri della famiglia reale e personaggi di alto rango.
Il luogo venne scelto anche per il suo significato religioso. Gli antichi Egizi associavano l’Occidente al tramonto del sole e quindi alla morte e al viaggio verso la rinascita. Inoltre, sopra la valle si innalza una montagna dalla forma naturalmente piramidale, considerata un elemento simbolicamente legato alla rinascita e al mondo funerario.
La Valle comprende più di sessanta tombe, alle quali si aggiungono diverse sepolture rimaste incompiute. Le tombe non erano semplicemente luoghi dove deporre il corpo del sovrano: i lunghi corridoi e le camere sotterranee erano concepiti come un percorso rituale verso l’aldilà, ricoperto da testi religiosi, raffigurazioni di divinità e scene legate al viaggio del defunto.
Tra le numerose tombe presenti nella Valle, il normale biglietto di ingresso consente di visitare tre tombe. Per chi entra per la prima volta, tre delle sepolture più interessanti da prendere in considerazione sono KV2, KV8 e KV11, appartenute rispettivamente a Ramses IV, Merenptah e Ramses III.
KV2 – La Tomba di Ramses IV
La KV2 appartiene a Ramses IV, sovrano della XX dinastia. È una delle tombe più facilmente accessibili della Valle e presenta un percorso relativamente lineare, composto da corridoi e camere che conducono verso la zona funeraria.
Ramses IV regnò per un periodo relativamente breve e, nonostante questo, la sua tomba venne progettata con un programma decorativo importante. La struttura comprende tre corridoi discendenti, una camera intermedia e la camera funeraria, seguita da ulteriori ambienti laterali. Il progetto originario fu modificato durante la costruzione e la camera che avrebbe dovuto avere una funzione diversa venne utilizzata come camera funeraria.
Uno degli aspetti più interessanti della KV2 è proprio la decorazione delle pareti. Sono presenti testi e scene appartenenti a diverse composizioni funerarie, tra cui la Litania di Ra, il Libro delle Caverne, il Libro dei Morti, il Libro delle Porte e altre composizioni legate al viaggio nell’aldilà. La camera funeraria è particolarmente importante per la presenza di testi del Libro delle Porte e di raffigurazioni astronomiche.
Da non perdere: i lunghi corridoi decorati, la camera funeraria e il soffitto della camera, dove il programma religioso e astronomico contribuisce a rendere molto evidente la concezione egizia dell’aldilà.
KV8 – La Tomba di Merenptah
La KV8 è la tomba di Merenptah, faraone della XIX dinastia e figlio e successore di Ramses II. È una sepoltura di notevoli dimensioni, sviluppata lungo un asse prevalentemente rettilineo e caratterizzata da una successione di corridoi, camere e ambienti laterali che conducono alla grande camera funeraria.
La storia della tomba è particolarmente interessante anche per il suo apparato funerario. Merenptah venne deposto originariamente all’interno di una serie di sarcofagi in pietra. Le dimensioni dell’involucro esterno furono così importanti che, durante la costruzione, alcuni elementi dell’ingresso dovettero essere modificati per permetterne l’introduzione nella tomba.
La decorazione segue il repertorio religioso tipico delle grandi tombe reali del Nuovo Regno. Sulle pareti si incontrano scene e testi della Litania di Ra, del Libro delle Porte, dell’Amduat, del Libro dei Morti e della cerimonia dell’Apertura della Bocca, mentre la camera funeraria presenta anche il Libro delle Caverne e il Libro della Terra.
La posizione relativamente bassa della tomba ha però contribuito a renderla vulnerabile alle infiltrazioni e alle inondazioni, che hanno danneggiato parti della decorazione.
Da non perdere: la grande camera funeraria, la successione dei corridoi decorati e i resti dell’imponente apparato funerario di Merenptah. È una tomba particolarmente interessante per comprendere l’evoluzione delle sepolture reali della XIX dinastia.
KV11 – La Tomba di Ramses III
La KV11 appartiene a Ramses III, uno dei principali sovrani della XX dinastia. La storia della sua costruzione è singolare: la tomba era stata inizialmente iniziata per Setnakht, fondatore della XX dinastia, ma durante lo scavo i lavori intercettarono la precedente KV10. Il progetto venne quindi modificato e la tomba fu completata per Ramses III.
Il percorso comprende numerosi corridoi, camere laterali, una sala con pilastri e una grande camera funeraria. La decorazione è particolarmente ricca e comprende testi della Litania di Ra, dell’Amduat, del Libro delle Porte, del Libro dei Morti e del Libro della Terra, oltre a scene legate alla cerimonia dell’Apertura della Bocca.
KV11 è inoltre una delle tombe più importanti per la storia della documentazione archeologica della Valle dei Re. Era visitata già in epoca antica e venne descritta da numerosi viaggiatori europei tra XVIII e XIX secolo. Purtroppo, soprattutto nelle parti più profonde, molte decorazioni sono oggi gravemente danneggiate; la documentazione realizzata dagli studiosi dell’Ottocento è quindi fondamentale per ricostruirne l’aspetto originario.
Da non perdere: le decorazioni dei corridoi iniziali e soprattutto quelle della parte meglio conservata della tomba. Meritano attenzione anche le rappresentazioni dei due arpisti ciechi, da cui deriva uno degli antichi nomi con cui la sepoltura è stata conosciuta.
Quale delle tre tombe scegliere?
KV2, KV8 e KV11 raccontano tre momenti differenti della storia del Nuovo Regno e permettono di osservare l’evoluzione dell’architettura funeraria reale.
La KV2 è probabilmente la più immediata per chi vuole concentrarsi sulle decorazioni e sui testi funerari. La KV8 colpisce per le dimensioni e per la complessa storia dei sarcofagi di Merenptah. La KV11, invece, è particolarmente interessante per la ricchezza del programma decorativo e per la particolare vicenda della sua costruzione.
È importante ricordare che le condizioni di conservazione e l’accessibilità delle singole tombe possono cambiare nel tempo: prima della visita è quindi consigliabile verificare le informazioni aggiornate presso le autorità egiziane.
Il Tempio Funerario di Hatshepsut
A poca distanza dalla Valle dei Re si trova Deir el-Bahari, uno dei luoghi più spettacolari della riva occidentale di Luxor. Qui sorge il tempio funerario di Hatshepsut, la sovrana della XVIII dinastia che regnò come faraone tra il 1473 e il 1458 a.C. circa. Il tempio era conosciuto come Djeser-djeseru, espressione traducibile come “Santo dei Santi”, e fu progettato da Senenmut, alto funzionario legato alla corte di Hatshepsut. La sua architettura è caratterizzata da tre grandi terrazze sovrapposte che salgono progressivamente verso la parete rocciosa della montagna.
Il tempio non era dedicato esclusivamente a Hatshepsut. Era un luogo destinato al culto funerario della sovrana, ma ospitava anche culti legati a suo padre Thutmose I, alla dea Hathor, ad Anubi, a Ra-Horakhty e soprattutto ad Amon. La sua posizione sulla riva occidentale del Nilo rispondeva alla tradizione funeraria egizia, che associava l’Occidente al regno dei morti.
Uno degli elementi più interessanti del complesso sono i rilievi dipinti che decorano le pareti. Tra questi spiccano le scene dedicate alla spedizione di Hatshepsut nella terra di Punt, raffigurata con i suoi abitanti, gli ambienti naturali e i prodotti riportati in Egitto. Un’altra parte importante della decorazione riguarda la legittimazione del potere della sovrana, che presenta la propria ascesa al trono come voluta dagli dèi e dal padre Thutmose I.
Da non perdere: la scenografica struttura a terrazze, i rilievi della spedizione a Punt, le rappresentazioni di Hatshepsut come Osiride e il santuario di Amon, scavato direttamente nella roccia sul fondo del complesso. Vale la pena osservare anche le tracce delle decorazioni e dei colori ancora conservati sulle pareti.
I Colossi di Memnone
L’ultima tappa di questo itinerario può essere rappresentata dai Colossi di Memnone, due enormi statue in pietra che si trovano sulla riva occidentale del Nilo, nell’area dell’antico complesso funerario di Amenhotep III, faraone della XVIII dinastia.
Le statue erano collocate davanti al monumentale tempio funerario di Amenhotep III, oggi in gran parte distrutto. Il tempio, noto come il “Tempio dei Milioni di Anni”, faceva parte di un vastissimo complesso cerimoniale costruito durante il lungo regno del sovrano. Amenhotep III regnò per circa 37-38 anni e il suo periodo rappresentò una fase di grande ricchezza e potenza dell’Egitto del Nuovo Regno.
Il nome “Colossi di Memnone” non è quello con cui le statue erano conosciute nell’antico Egitto. La denominazione deriva dalla tradizione greco-romana, che associò le statue alla figura mitologica di Memnone.
Oggi i due colossi sono soprattutto ciò che resta dell’ingresso monumentale del tempio di Amenhotep III. Il sito è particolarmente interessante proprio perché permette di comprendere quanto dovesse essere grandioso il complesso originario. Gli scavi e i lavori di conservazione hanno infatti riportato alla luce numerosi altri elementi del tempio, tra cui statue colossali, sfingi, rappresentazioni della dea Sekhmet, colonne e parti architettoniche decorate.
Da non perdere: le due statue monumentali di Amenhotep III, i dettagli scolpiti sulla pietra e la possibilità di osservare, nelle aree archeologiche circostanti, le testimonianze dei lavori di ricostruzione e conservazione del grande tempio funerario.
INFO UTILI
– Un taxi privato per visitare i principali siti della costa occidentale costa circa 800EGP
– L’ingresso alla Valle dei Re con tre Tombe incluse costa 750EGP
– L’ingresso al Tempio di Hatshepsut costa 440EGP
– I Colossi di Memnone sono gratuiti








